Dorme lassù ormai da mesi: il video

Nel 2027 la capanna Soveltra in Lavizzara sarà completamente restaurata. Romano Moretti è tra le persone che più attendono la rinascita di questo edificio alpino.
Nel 2027 la capanna Soveltra in Lavizzara sarà completamente restaurata. Romano Moretti è tra le persone che più attendono la rinascita di questo edificio alpino.
LAVIZZARA - Qualche tempo fa siamo stati alla capanna Soveltra, in Lavizzara, per raccontarvi come stanno procedendo i lavori di ricostruzione dopo il rogo che l’ha divorata nel 2017. Tra le persone che più hanno a cuore questa rinascita c’è Romano Moretti, 60enne presidente dell’azienda edile Demartini&Moretti di Brontallo. «Venivo già quassù da bambino – racconta a tio.ch –. Per me è il posto del cuore».
Sul cantiere da una vita intera
Un uomo di poche parole, apparentemente timido e introverso. Moretti ha lo sguardo ironico e simpatico, si esprime volentieri in dialetto. Allo stesso tempo non cerca i riflettori. Sta in disparte. Lui è uno di quelli che ha lavorato per una vita intera nei cantieri. «Ho cominciato a 15 anni e ora sono alle soglie della pensione. Mi sa che andrò avanti. Mi piace troppo».
Lontano dalla frenesia
Nel 2027 lui che è il coordinatore dei lavori vedrà finalmente la “nuova” capanna Soveltra. Rimessa a nuovo. La festa di inaugurazione si svolgerà probabilmente nel corso del mese di luglio. «Non è una questione di affari. Questo posto, a oltre 1'500 metri di altitudine, per me ha un valore emozionale. Già mia nonna portava il bestiame ai pascoli. E io mi ricordo le lunghe pescate al fiume con mio padre. Sono un tipo introspettivo. Quassù trovo pace. Lontano dalla frenesia».
La veglia sulla nuova creatura
Da maggio durante la settimana lavorativa Moretti dorme in un prefabbricato a poche decine di metri dalla capanna. «Scendo al weekend. Per il resto del tempo mi piace stare qui e vedere crescere la nuova creatura, giorno dopo giorno. Lo faccio anche per il mio amico Arturo Rothen, presidente della Società Alpinistica Valmaggese. Dopo l'incendio è stato in ballo per otto anni con la giustizia, per poi essere "scagionato" in via definitiva anche dal Tribunale federale. Era accusato ingiustamente di incendio colposo dal Ministero pubblico che sosteneva come il rogo potesse essere evitato con uno specifico controllo in anticipo. Un controllo capace di individuare il difetto alla base dell'incendio. Arturo ha sofferto tanto per questa vicenda».
Un valore storico
Poi Moretti si sofferma sul valore storico del restauro. «Il percorso per salire qui da Broglio o da Prato Sornico l’ho fatto decine di volte. C’è un’infinita scalinata che porta quassù. Adesso l’alpeggio non è più in funzione. Fino a poco tempo fa qui ci salivano le mucche. E le mucche passavano da quegli scalini. Immaginatevi la tensione di chi doveva accompagnarle. Questa capanna è la testimonianza di una vita rurale molto dura. Anche per questo dobbiamo tenercela stretta».




